Nella precedente parte della nostra serie dedicata al lavoro agile abbiamo approfondito il tema dello smart working e della sicurezza sul lavoro.
Tanto quanto la sicurezza fisica, anche la protezione dei dati e la sicurezza informatica rappresentano aspetti fondamentali nello svolgimento delle attività lavorative da remoto.
L’evoluzione dello smart working è stata resa possibile dalla disponibilità di tecnologie sempre più performanti e dalla diffusione di connessioni dati veloci, sia fisse sia mobili.
Accanto ai vantaggi operativi, tuttavia, è necessario considerare anche gli aspetti legati alla sicurezza.
L’aumento dei dispositivi e degli utenti che accedono da remoto alle risorse aziendali ha infatti comportato la necessità di aprire nuovi canali di accesso ai sistemi informativi.
Se da un lato le infrastrutture informatiche si sono evolute per supportare queste esigenze, dall’altro si è ampliata la superficie esposta a potenziali minacce, con il rischio di indebolire il perimetro di sicurezza che protegge dati e sistemi aziendali.
In questo approfondimento analizziamo il rapporto tra tecnologie per lo smart working, protezione dei dati e sicurezza informatica.
SOMMARIO
Tecnologie per lo smart working, protezione dei dati e sicurezza informatica – Parte 4
- Sicurezza e smart working
- Tecnologie per lo smart working e sicurezza a rischio: due esempi
- Protezione dei dati e sicurezza informatica in modalità di lavoro agile
- Quali tecnologie per lo smart working si rendono necessarie?
Sicurezza e smart working
Quando si parla di sicurezza nello smart working, il primo aspetto da considerare è la protezione dei dati.
Si tratta di un’esigenza che cresce parallelamente ai vantaggi offerti dalle moderne tecnologie e dalla connettività.
Mentre i benefici di strumenti e connessioni veloci sono facilmente percepibili dagli utenti, la sicurezza tende a passare inosservata fino a quando non si verifica un problema.
Gli scenari più comuni
- L’utente spesso non percepisce la presenza o l’assenza delle misure di sicurezza.
- Quando la sicurezza è visibile, può essere considerata un ostacolo perché introduce controlli, autenticazioni e procedure aggiuntive.
- Quando invece la sicurezza viene compromessa, proprio le tecnologie che favoriscono produttività e velocità possono facilitare azioni fraudolente senza che l’utente se ne accorga tempestivamente.
Tecnologie per lo smart working e sicurezza a rischio: due esempi
Quando i sistemi di protezione falliscono, le conseguenze sulla sicurezza dei dati possono essere particolarmente rilevanti.
Vediamo due esempi concreti confrontando gli scenari di ieri con quelli odierni.
ESEMPIO 1: Connessioni non autorizzate e download di dati aziendali
PASSATO: un accesso non autorizzato o il download di grandi quantità di dati causava spesso rallentamenti evidenti, generando segnali d’allarme immediatamente percepibili dagli utenti.
PRESENTE: le connessioni ad alta velocità consentono di trasferire enormi quantità di dati in tempi ridotti senza produrre effetti evidenti sui sistemi, rendendo più difficile individuare attività sospette.
ESEMPIO 2: Attacco ransomware
PASSATO: la cifratura dei dati causava un evidente degrado delle prestazioni del sistema, aumentando le probabilità di accorgersi rapidamente dell’attacco.
PRESENTE: le moderne prestazioni hardware consentono ai processi dannosi di operare più velocemente e in modo meno percepibile, aumentando il rischio di accorgersi dell’incidente quando il danno è già stato causato.
Tutto ciò evidenzia la necessità di abbinare alle tecnologie per lo smart working adeguate misure di protezione dei dati e sicurezza informatica.
Protezione dei dati e sicurezza informatica in modalità di lavoro agile
Nelle attività svolte da remoto è fondamentale che le prestazioni dei sistemi e delle connessioni siano efficienti tanto quanto quelle disponibili nella sede aziendale.
Sul piano della sicurezza, non è però più sufficiente proteggere esclusivamente l’infrastruttura principale.
Occorre infatti garantire la sicurezza anche dei dispositivi utilizzati da remoto e dei canali attraverso cui transitano i dati.
Quali tecnologie per lo smart working si rendono necessarie?
Per individuare le tecnologie più adatte e sicure bisogna partire da due elementi fondamentali:
- La sorgente dei dati su cui si svolge l’attività lavorativa (posta elettronica, documenti, database, applicazioni aziendali).
- L’insieme di hardware e software utilizzati per accedere ed elaborare tali dati (PC, tablet, smartphone e relative applicazioni).
Una volta identificati questi elementi diventa possibile definire con precisione le tecnologie necessarie per garantire sicurezza ed efficienza operativa.
Quando le risorse sono condivise e accessibili online, entra inoltre in gioco un terzo fattore determinante:
- La connessione a Internet.
La connettività rappresenta infatti sia uno strumento indispensabile sia un possibile elemento di rischio.
Per questo motivo è fondamentale proteggere gli accessi alle risorse digitali mediante adeguati sistemi di sicurezza e autenticazione.
Tali strumenti devono garantire:
- La protezione dei dati personali trattati.
- La protezione del patrimonio informativo aziendale.
- L’accesso esclusivamente ai soggetti autorizzati.
L’utilizzo di soluzioni cloud offre inoltre importanti vantaggi operativi.
Le risorse risultano infatti accessibili da qualsiasi luogo e molte attività relative a manutenzione, aggiornamenti e sicurezza vengono gestite direttamente dai fornitori dei servizi.
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Articoli correlati della serie Smart Working
- Parte 1: Cos’è lo smart working: significato e come funziona.
- Parte 2: Normativa Smart Working e Legge 81/2017.
- Parte 3: Smart working e sicurezza sul lavoro: obblighi e rischi.



