Perché le aziende non sfruttano le funzionalità avanzate e come invertire la rotta

Viviamo in un’epoca straordinaria, circondati da dispositivi innovativi e software avanzati che sembrano usciti da un film di fantascienza. Tuttavia, nonostante la disponibilità di tecnologia, spesso la acquisiamo senza conoscerla a fondo. Questo porta a un utilizzo limitato delle sue potenzialità e a una scarsa consapevolezza di come sfruttarla per migliorare il lavoro e la produttività. La maggior parte delle aziende italiane, soprattutto PMI, non sfrutta strumenti digitali e software avanzati, ma prevale un uso di funzioni base.

Perché accade? Le ragioni sono molteplici.

La resistenza al cambiamento è ancora forte: restare nella comfort zone sembra più sicuro che affrontare nuove modalità di lavoro. A questo si aggiunge la costante pressione delle attività quotidiane, che lascia poco spazio alla formazione.

Gli investimenti in training sono spesso insufficienti e, senza un supporto continuo, le funzioni avanzate restano inutilizzate.

Il ruolo del venditore è cambiato o dovrebbe essere cambiato radicalmente nell’era digitale. Non basta più presentare il prodotto: serve conoscenza approfondita delle soluzioni e delle esigenze del cliente. Eppure, molti venditori faticano ad aggiornarsi sulle nuove tecnologie, e questo limita la loro capacità di comunicare il valore reale degli strumenti ai clienti finali. Inoltre, la transizione verso modelli di vendita ibrida (online/offline) richiede competenze digitali e capacità di personalizzazione che non tutti possiedono. Nella realtà, molta parte dei commerciali sono ancora “raccoglitori di ordini” piuttosto che soggetti proattivi nel proporre tecnologia.

Un esempio emblematico di tecnologia poco sfruttata è quello delle stampanti multifunzione. Per anni considerate semplici periferiche di rete, oggi sono veri e propri hub documentali, dotati di connettori software, funzioni OCR avanzate, archiviazione su hard disk, integrazione con software di terze parti e soluzioni di sicurezza. Nonostante queste potenzialità, la maggior parte degli utenti continua a usarle solo per stampare e fare scansioni, ignorando le funzioni più evolute.

Come si può invertire questa tendenza?

Pensiamo che la formazione sia la chiave, ma deve essere continua e monitorata, non limitata a un corso iniziale.

Occorre rendere l’apprendimento più accessibile e coinvolgente, ad esempio attraverso microlearning e video tutorial che possano essere un valido supporto, così come la creazione di figure dedicate, veri e propri “Tutor” che guidino i clienti passo passo nell’uso delle soluzioni. Parallelamente, è fondamentale monitorare il livello di utilizzo delle funzionalità per ridurre il gap di conoscenza. L’automazione e l’intelligenza artificiale possono semplificare i processi e personalizzare l’esperienza, mentre la transizione verso sistemi di gestione documentale deve diventare una priorità, spostando il focus dalla semplice vendita di hardware alla gestione intelligente dei flussi informativi.

Innovare non significa inseguire l’ultima moda tecnologica, ma creare una cultura digitale che valorizzi le persone e renda la tecnologia semplice, utile e integrata nei processi quotidiani. Prima di guardare al futuro, dobbiamo consolidare le basi e colmare le criticità del presente. Ogni ostacolo è un’opportunità di crescita da affrontare con determinazione.