Nella seconda parte del nostro approfondimento abbiamo introdotto il tema della normativa sullo smart working, analizzando la Legge 81/2017 dedicata al lavoro agile.
È proprio all’articolo 22 della Legge 81/2017 che troviamo le indicazioni ufficiali riguardanti smart working e sicurezza sul lavoro, una questione fondamentale sia per le attività svolte in azienda sia per quelle eseguite da remoto.
In questa terza parte entriamo nel merito dell’Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile, analizzando gli obblighi del datore di lavoro e del lavoratore, oltre ai principali rischi legati allo smart working.
Concluderemo con una panoramica delle principali fonti di rischio e delle buone pratiche da seguire per lavorare in sicurezza.
SOMMARIO
Smart working e sicurezza sul lavoro: obblighi e rischi – Parte 3
- Smart working e sicurezza sul lavoro: quali obblighi?
- Smart working: obblighi del datore di lavoro
- Smart working: obblighi del lavoratore
- Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile
- Principali rischi dello smart working per la sicurezza dei lavoratori agili
- Fonti di rischio e buone pratiche da seguire in modalità di lavoro agile
Smart working e sicurezza sul lavoro: quali obblighi?
Affrontare l’attività lavorativa in modalità agile significa conoscere i rischi ai quali si può essere esposti e rispettare gli obblighi previsti dalla normativa.
Sia il datore di lavoro sia il lavoratore sono infatti chiamati a contribuire alla tutela della salute e della sicurezza durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.
Smart working: obblighi del datore di lavoro
L’articolo 22 della Legge 81/2017 attribuisce al datore di lavoro la responsabilità di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori anche durante le attività svolte in modalità agile.
Tra i principali obblighi rientrano:
- Consegnare l’Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile al lavoratore e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
- Effettuare la valutazione dei rischi e individuare adeguate misure di prevenzione e protezione, in conformità al D.Lgs. 81/2008.
- Garantire la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro, compresi i rischi specifici legati allo smart working.
- Provvedere, ove previsto, alla sorveglianza sanitaria.
I rischi da considerare comprendono sia quelli generali previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro sia quelli specificamente collegati alla modalità di lavoro agile.
Smart working: obblighi del lavoratore
Il lavoratore agile è il primo responsabile della propria sicurezza e deve collaborare attivamente all’applicazione delle misure di prevenzione previste dall’azienda.
Tra i principali obblighi rientrano:
- Collaborare con il datore di lavoro nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione.
- Scegliere luoghi di lavoro conformi alle indicazioni contenute nell’informativa sulla sicurezza.
- Evitare comportamenti che possano generare rischi per sé o per altre persone.
- Evitare situazioni e ambienti potenzialmente pericolosi.
Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile
L’Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile, predisposta da INAIL sulla base della Legge 81/2017, rappresenta il documento di riferimento per la tutela della sicurezza nello smart working.
Il documento richiama anche il D.Lgs. 81/2008 e gli obblighi del lavoratore previsti dall’articolo 20.
Oltre alle indicazioni generali sulla prevenzione, l’informativa affronta in dettaglio i principali aspetti da considerare durante l’attività lavorativa da remoto.
Tra gli argomenti trattati troviamo:
- Ambienti per il lavoro agile outdoor.
- Ambienti per il lavoro agile indoor privati.
- Utilizzo di attrezzature e dispositivi di lavoro.
- Requisiti e utilizzo degli impianti elettrici.
- Informazioni sul rischio incendio.
Principali rischi dello smart working per la sicurezza dei lavoratori agili
La trasformazione digitale e la diffusione del lavoro agile hanno introdotto nuove opportunità, ma anche nuovi rischi.
Molti di questi derivano dall’assenza di limiti chiari tra vita privata e attività lavorativa.
Alcuni esempi di opportunità e relativi rischi
- Possibilità di lavorare in qualsiasi orario → Rischio di overworking
- Possibilità di lavorare da qualunque luogo → Rischio di iperconnessione
- Maggiore conciliazione tra vita privata e lavoro → Rischio di confusione dei confini
- Maggiore autonomia organizzativa → Rischio di isolamento
- Lavoro per obiettivi → Rischio di burnout
I rischi specifici più rilevanti riguardano l’apparato muscolo-scheletrico, le posture scorrette e gli aspetti psicosociali, mentre tra i rischi generali rientrano quelli legati ai videoterminali, all’illuminazione, al microclima, all’elettricità e agli incendi.
Fonti di rischio e buone pratiche da seguire in modalità di lavoro agile
Per ogni rischio è opportuno adottare misure preventive che contribuiscano a garantire salute, benessere e sicurezza durante l’attività lavorativa.
LUOGO DI LAVORO
È preferibile scegliere ambienti privati, adeguatamente organizzati e conformi ai requisiti di sicurezza.
La postazione deve essere progettata per garantire ergonomia, comfort e produttività, riducendo il rischio di infortuni e affaticamento.
ATTREZZATURE
Le attrezzature fornite dall’azienda devono essere mantenute in condizioni di efficienza e utilizzate correttamente.
Nel caso di utilizzo prolungato di notebook, è opportuno integrare tastiera, mouse e supporto per lo schermo al fine di prevenire problemi posturali e affaticamento visivo.
ILLUMINAZIONE
L’ambiente di lavoro deve garantire un’illuminazione adeguata, preferibilmente naturale e integrata da illuminazione artificiale appropriata.
È importante evitare riflessi, abbagliamenti e contrasti eccessivi che possano provocare affaticamento visivo.
QUALITÀ DELL’ARIA
L’aria deve essere salubre e adeguatamente ricambiata.
È buona pratica aerare frequentemente gli ambienti e mantenere puliti filtri e sistemi di ventilazione.
PULIZIA DELL’AMBIENTE
Gli ambienti di lavoro devono essere mantenuti puliti e igienizzati. È inoltre consigliabile evitare il fumo negli spazi utilizzati per l’attività lavorativa.
MICROCLIMA
Temperatura, umidità e ventilazione devono garantire condizioni di comfort termico.
È opportuno adeguare abbigliamento e climatizzazione alle condizioni ambientali e stagionali.
RUMORE
La postazione di lavoro dovrebbe essere collocata lontano da fonti di rumore e disturbo, favorendo concentrazione e comunicazione efficace.
RISCHIO BIOLOGICO DA PANDEMIA
In presenza di situazioni emergenziali come una pandemia, è necessario attenersi alle disposizioni aziendali e alle indicazioni delle autorità competenti.
Quando possibile, svolgere l’attività presso la propria abitazione contribuisce a ridurre l’esposizione ai rischi.
Si conclude così il terzo capitolo del nostro approfondimento dedicato al lavoro agile, focalizzato su smart working, sicurezza sul lavoro, obblighi normativi e principali rischi da considerare.
Prossimo approfondimento
- Tecnologie, connessione e sicurezza dei dati – Tecnologie per lo smart working, protezione dei dati e sicurezza informatica (Parte 4).
Articoli precedenti della serie
- Parte 1: Cos’è lo smart working: significato e come funziona.
- Parte 2: Normativa Smart Working: Legge 81/2017 sul lavoro agile.



